Nonostante internet esista da quasi 3 decenni, solo ultimamente le aziende e i media tradizionali si sono accorti del suo potere comunicativo e divulgativo, complici anche i social network. Proprio in questo momento storico sta avvenendo la conversione, cioè si producono e distribuiscono contenuti anche per il web e/o esclusivi per esso. Considerare questo mezzo un passatempo è pleonastico: il web è un media a tutti gli effetti, un media che genera numeri impressionanti e che crea “community”. Questo termine è fondamentale poiché non si parla solo di “pubblico”, come per la tv, ma di una comunità, di un numero di persone che si sente parte attiva di un brand, con il quale interagisce e di cui influenza il comportamento.

Visibilità e partecipazione… ecco cos’è la viralità, ovvero mettere in moto un meccanismo per cui il tuo contenuto – sia esso una news, un video divertente, un messaggio emozionante o una semplice pubblicità – possa arrivare a un numero ampio di persone e attrarre a sé coloro che diventeranno acquirenti o, ancora meglio, “follower”. Ma ricordiamo che la viralità è una conseguenza, un effetto, e come tale è imprevedibile. Tutto e niente può essere virale, ma lo studio approfondito del web e dei social, l’individuazione di obiettivi e di contenuti efficaci, l’analisi delle insight e la realizzazione di una strategia dedicata possono ampliare notevolmente le probabilità di generare la tanto famigerata viralità.